SERATE A ESTE:

SERATE A MONSELICE:

 

FILM - DOCUMENTARI - CORTOMETRAGGI FILM D’ANIMAZIONE - INCONTRI CON GLI AUTORI - CONCERTI

INGRESSO GRATUITO

TUTTE LE PROIEZIONI SONO ALL’APERTO
Chiostro S. Francesco, Este, Via Giuseppe Garibaldi (ex Collegio Vescovile)

Castello Cini, Monselice,
via del Santuario, 11

 

SOLO in caso di pioggia:

Le proiezioni a Este di venerdì 4, domenica 6, lunedì 7, martedì 8, mercoledì 9 verranno spostate presso il Teatro dei Filodrammatici di Este a fianco del Chiostro di S. Francesco, Calle della Musica, 13, tel. 0429.51551.

Le proiezioni a Monselice di venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 verranno spostate presso il cinema Corallo di Monselice, Via San Luigi, 1, tel. 0429.72091.

 

Per info:

Comune di Este, Ufficio Cultura
tel. 0429617574

Comune di Monselice, Ufficio Cultura
tel. 0429786914

 

VENERDÌ 11 LUGLIO

ORE 21.30 - PROIEZIONI - CASTELLO CINI, MONSELICE

LA GIUSTA DISTANZA

di Carlo Mazzacurati
Fiction., 2007, Italia, 106'

Soggetto: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti
Direttore della fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Giancarlo Basili
Montaggio: Paolo Cottignola
Costumi: Francesca Sartori
Musiche: Tin Hat
Produttore: Domenico Procacci
Produzione: FANDANGO con RAI CINEMA
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION

Con: Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco, Fadila Belkebla, Dario Cantarelli, Raffaella Cabia Fiorin, Silvio Comis, Nicoletta Maragno, Ivano Marescotti

la giusta distanza

Il regista CARLO MAZZACURATI sarà presente durante la serata.

In un lembo remoto d'Italia alle foci del Po, c'è un piccolo paese: poche case isolate che una gru sembra avere incongruamente deposto in quel paesaggio piatto e desolato. Su questo scenario evanescente si disegna l'incontro tra Hassan e Mara. Lui è un meccanico tunisino, che con anni di onesto e duro lavoro si è conquistato stima e rispetto, lei una giovane maestra, che una supplenza ha portato lì, in attesa di partire per il Brasile con un progetto di cooperazione.
Giovanni, diciottenne aspirante giornalista, passa molto tempo ad aggiustare una vecchia motocicletta nell'officina di Hassan ed è qualcosa di più che un testimone della storia che nasce tra loro. Una storia che comincia sotto il segno dell'inquietudine, con Hassan che la notte spia Mara nella casa isolata in cui ha preso alloggio, e lei che dopo averlo scacciato intreccia con lui una relazione. Ma Hassan non è l'unico a essere attratto da Mara. Anche Giovanni, infatti, a suo modo la spia: grazie alla sua abilità con i computer penetra nella posta elettronica di Mara e legge i messaggi che lei scrive e riceve. E di fronte alla svolta tragica e inaspettata che la vicenda assume, anche Giovanni volterà le spalle ad Hassan. Ma la vita è più contorta e dolorosa di quello che appare…

Note di regia
“La giusta distanza” è quella che un giornalista dovrebbe saper tenere tra sé e la notizia: non troppo lontano da sembrare indifferente, ma nemmeno troppo vicino, perché l’emozione, a volte, ti può abbagliare.
Ci sono posti in cui il presente sembra arrivato solo in parte. Concadalbero, il paese immaginario, ma assolutamente plausibile in cui questa storia è ambientata, è esattamente questo, un microcosmo alla periferia della realtà. Un luogo anonimo, misterioso, struggente.
Siamo nel nord Italia, in quel lembo di terra che nelle cartine geografiche sembra sprofondare nel Mar Adriatico assieme alle ramificazioni arteriose del Po nel suo stadio di Delta. Ma potremmo anche essere in una piatta area della campagna francese o in un qualsiasi piccolo centro agricolo del middle west americano, o in Argentina, e non credo che la storia cambierebbe molto.
Torno volentieri per la terza volta, in questo luogo da cui sono partito vent’anni fa con il mio primo film: “Notte Italiana”. Mi interessano i mutamenti, ma anche il senso di fissità e immobilità di questa terra, la sua vastità e la solitudine che evoca. Per me è come uno strano teatro di posa all’aperto in cui, ogni volta, posso inventare un mondo.
In parte lo si potrebbe definire un giallo: c’è un morto, anzi due, qualcuno che indaga, un colpo di scena… ma, per me, è soprattutto il ritratto inquieto di una piccola comunità. Il tentativo di fotografare, anzi radiografare il sistema nervoso di un paese collocato, appunto, nell’Italia del nord in questi tempi difficili.
Durante le riprese, ma anche al montaggio, abbiamo cercato di non forzare nulla, ho accettato gli imprevisti come variazioni che arricchivano. Ho atteso sempre che un senso di autentico entrasse nelle scene e le orientasse. Quel che più mi premeva era trovare un mondo e dargli vita. Oggi che il film è finito, ciò che più mi tocca è la sensazione che questo mondo esista e che preceda e vada oltre l’orizzonte del nostro racconto.

CARLO MAZZACURATI
Nasce a Padova nel 1956. Realizza nel 1979 un cortometraggio in 16 mm Vagabondi che alla rassegna milanese di Filmaker, nel 1983, vince il ‘Premio di Distribuzione’ della Gaumont.
Nel 1982 si trasferisce a Roma, dove collabora a varie sceneggiature e scrive storie per la televisione.
Nel 1987 realizza Notte italiana, prodotto dalla neonata Sacher film di Nanni Moretti, con il quale partecipa al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Il film ottiene tra gli altri premi il ‘Nastro d’argento’ e il ‘Ciak d’oro’. Nel 1989 dirige Il prete bello tratto dal romanzo di Goffredo Parise.
Il film vince il ‘Gran Premio’ al Festival del cinema di Annecy.
Nel 1992 Mazzacurati dirige Un’altra vita prodotto da Angelo Rizzoli. Vince a Venezia il ‘Premio del Pubblico’ e la ‘Grolla d’oro’.
Il 1994 è l’anno de Il toro. Alla 51° Mostra del Cinema di Venezia il film ottiene il ‘Leone d’argento’ e la ‘Coppa Volpi’ per Roberto Citran come miglior attore non protagonista.
Sempre a Venezia, in concorso, nel 1996 è presentato il film Vesna va veloce che segna il debutto cinematografico di Antonio Albanese.
Nel 1998 Mazzacurati realizza L’estate di Davide e cura la regia teatrale dello spettacolo Conversazione senza testimone di Sof'ja Prokof'eva.
Con Marco Paolini realizza i tre Ritratti: Mario Rigoni Stern (1999), Andrea Zanzotto (2000), Luigi Meneghello (2002).
La lingua del Santo con Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio viene presentato alla 57° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel settembre 2000.
Dopo A cavallo della tigre (2002), realizza L'amore ritrovato (2004) interpretato da Stefano Accorsi e Maya Sansa, presentato fuori concorso alla 61ª Mostra del cinema di Venezia.
La giusta distanza (2007) è stato presentato con successo alla II edizione di “Cinema. Festa internazionale di Roma” nell’ottobre 2007.